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La Storia
E’ il 1965 quando in pieno boom economico, uno sparuto drappello di giovani oratoriani, spinti da una incontenibile passione per il football, fonda un’associazione calcistica di matrice cattolica alla quale viene assegnato un nome “patrizio”, di ceppo classico:
Juvenilia ( iuvenilia = cose giovanili )
L’ operazione registra immediatamente consenso e adesioni: con grande entusiasmo entrano nei ranghi della società moltissimi ragazzi delle parrocchie di Regina Pacis e S. Donato, pronti a cimentare nell’ “agone” le proprie virtù calcistiche, temperate dai valori cristiani e umani che questo sport interpreta in maniera singolare.
Sotto la paziente ed ispirata direzione spirituale dei Vicari parrocchiali che si sono succeduti nel tempo, Juvenilia è cresciuta e maturata, al punto di rappresentare oggi un indiscutibile riferimento sportivo di quartiere, e non solo.
Duecento atleti ripartiti in undici rappresentative, ventuno allenatori, trenta dirigenti strutturati e due centri sportivi; numeri sorprendenti, ove si consideri che Juvenilia equivale ad una società no profit, integralmente disegnata sulla promozione dell’ attività sportiva.
Affidata all’ inesauribile vena dei suoi operatori, Juvenilia costituisce una lampante testimonianza della possibile coesistenza tra i valori agonistici e quelli umani; stile e misura nella competizione, impegno con altruismo e virtù calcistiche convivono armonicamente sui nostri manti erbosi.
Allenatori e dirigenti, bene attrezzati a riconoscere e valorizzare il talento naturale degli atleti, fino all’ eventuale passaggio nel settore professionistico, in perfetta sintonia concorrono all’ assemblaggio di squadre omogenee e solidali, il cui collante sia l’educazione, l’amicizia, la passione.
L’ ambiente “confinato”,le qualità umane e professionali del personale tecnico e amministrativo, la costante ricerca degli equilibri educazionali, fanno di Juvenilia una società calcistica moderna e dinamica, un habitat sportivo ideale per allevare i propri figli in nome dei valori primigeni dello “sport più bello del mondo”.
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